Tre di Tre
Oggi parlo di tre corti.
Il primo è Homo homini lupus. di Matteo Rovere. Fu uno dei cortometraggi che mi piacquero maggiormente la scorsa edizione del festival. La regia, la fotografia, l’interpretazione splendida di Filippo Timi, attore credo immenso. Giorni fa leggevo su una rivista di quelle che parlano di nulla, tipo Gente o Oggi, che Matteo Rovere sta girando un film sul fenomeno delle Suicide Girls, se ho capito bene. Mi aspetto molto.
È curioso come io sia un fan di Matteo Rovere e lui non sappia nemmeno che esisto. Tutti potremmo aver fatto qualcosa che ci porta degli ammiratori e non lo sappiamo neppure.
Il secondo corto è Le Mozart des pickpokets, di Philippe Pollet-Villard. È il corto che ha vinto l’oscar quest’anno. Ebbi l’occasione di vederlo a Varsavia lo scorso novembre, dove vinse un premio e non lo trovai entusiasmante. Davvero mediocre in tutto, storia, recitazione, regia. Non che fosse brutto, ma davvero normalissimo. Anche un po’ ruffiano se vogliamo. Nel 2007 ho avuto l’occasione di vedere molti cortometraggi. Ce ne sono molti che ritengo avessero più ragione di vincere l’Oscar rispetto ai Le Mozart. Homo homini lupus è tra questi.
Il terzo corto è Il Quarto Sesso, di Marco Costa. Un corto sconclusionato su Gesù Cristo (Jesus) che si ritrova a cenare con quattro ragazze che sembrano uscite da un cartone animato giapponese, da qualche parte spunta Apollonio di Tiana, e comincia a lottare con Jesus nella campagna di un acquedotto romano come se fossero dentro matrix. Lo vidi perché ero a Roma quando ci fu l’anteprima, ebbi un invito e credevo che potesse essere un posto dove fare incontri importanti. Non ricordo se era il buon Marco Costa, o il suo amico produttore ad essere il figlio di un presidente di associazione culturale di qualche tipo, che aveva finanziato la realizzazione e sostenuto la notevolissima campagna promozionale. Puntavano a Venezia, ma non credo ce la fecero. L’anteprima era in una sala di un albergo nel centro di Roma, con party/rinfresco sul terrazzo. Oltre al cortometraggio si poteva visitare la showroom del cortometraggio con i bozzetti della scenografia, le foto di set, i costumi, parte della scenografia stessa, lo storyboard, tutto era esposto a bella mostra. Tutto laccatissimo. Lo storyboard pareva più un fumetto vero e proprio, e le bozze di scenografia dei piccoli quadri. Era più bello il museo del corto che il corto stesso.
Leggo in giro che Marco Costa dopo Il Quarto Sesso ha girato, a quattro mani: Speriamo che …si; ennesimo tentativo di risollevare la commedia italiana passato inosservato agli occhi dei più. Per fortuna, parrebbe a leggere dalle recensioni. Io non l’ho visto ma mi fido.
Riflettevo pensando a questi tre cortometraggi, che i segnali positivi per la mia stessa crescita, che arrivano dall’ambiente, spesso assumono forme curiose. Le Mozart per me è la prova che si può davvero puntare all’oscar. Homo homini lupus, mi dice, che potrei avere dei fan che tifano per me e non saperlo neppure. Devo immaginare che ci siano e questo è sempre un buon aiuto per andare avanti. Quarto Sesso mi ricorda che appoggi e contatti politici possono essere determinanti in alcuni frangenti, ma la qualità del lavoro è spesso ancora più determinante. Forse non ci libereremo facilmente di Pieraccioni, ma almeno forse abbiamo evitato il pericolo Marco Costa.
Massimo Federico
Luglio 7, 2008 a 8:45 pm
sembri proprio un idiota!
Luglio 7, 2008 a 9:49 pm
galloppa, a cosa è dovuta la tua geniale sentenza? Al fatto che sia piaciuto il primo corto, al secondo che non è considerato superinore a molti altri o al terzo che ha fatto una bella festa?
Luglio 8, 2008 a 9:21 pm
Prima di sputare sentenze ricordati di vagliare le tue fonti, si dice sia necessario se si vuole esser presi sul serio come critici o anche solo come scribacchini d’un qualunque sconosciuo blog. Dietro Il Quarto Sesso non c’era niente di politico, nessuna associazione culturale, ma un gallerista Svizzero che ha deciso di puntare sulla qualità di un progetto artistico dal contenuto simbolico e dalla forma trasversale e postmoderna, nel quale moltissimi giovani ragazzi che amano il cinema e l’estetica in genere c’ hanno messo il cuore. Ci sarà una ragione se gente come Morgan o Claduio Santamaria o Argentero hanno aderito al progetto praticamente gratis, pur di dare un calcio nel sedere ai bigotti benpensanti come te. Senza rancore, stai bene dove stai, a pettinare le bambole in attesa che qualcuno ti dia un po’ di credito, e la prossima volta, vai a scroccare il buffet da un’altra parte, pivello..
Luglio 9, 2008 a 10:28 am
marco, io non ho visto il film ma ho tenuto la cartolina della festa sul frigo per un bel po’, era carina… alla festa invece ci sono venuta, sul tardi, a prendere gli amci… bella location, bella la mostra. beh, non mi è proprio sembrata la festa di un film di un giovane e il suo mecenate. c’era tutta roma! mi sembri bello ammanicato. eccome! per carità niente di diverso dal solito. a roma si lavora solo così. altro che calci nel sedere, non fare il santarello, ma su! sei dentro il meccanismo marcio della capitale. se ti passasse davanti un musicista o un attore mille volte più bravo di morgan o santamaria non li vedresti nemmeno perchè è evidente che sei il tipico bisognoso dei nomini per andare avanti, ci sei dentro fino al collo.
fino ad oggi ti ho sempre difeso ma visti i toni, ti dico, meglio un pivello che un giovane vecchio. preferisco il coraggio alla inutile fuffa romana. buona fortuna.
p.s.
sai, anche durante la festa c’era gente a cui il tuo film non è piaciuto ma poi, notavo, che con te erano tutti baci abbracci e complimenti. atteggiament tipicamente romano. capita a tutti di non essere apprezzati ciò che invece è straordinario è trovare chi, con coraggio ed onestà, dice quel che pensa ma questo tipo di persone per te sono bigotti benpensanti. così come è eccezionale trovare qualcuno che rischi, ecco, tu non fai parte del gruppo e scommetto che se a criticare la tua festa fosse stato uno di quei giornalisti morti che c’erano al party avresti usato altri toni.
il buffet non l’ho toccato.
Luglio 9, 2008 a 10:43 am
ah, il blog è appena nato, sta avendo un sacco di successo, nonostante non ci siano grandi firme o sponsor. eh, si, è giovane e ancora sconosciuto… ci credo, ha una settimana!
Luglio 9, 2008 a 11:34 am
conoscendo Massimo posso dire che di bigotto lui avrà giusto un calzino, forse. benpensante? ah, ahahaha, benpensante? stiamo parlando di Massimo Federico? ahahahahaha questa è bella. senti questa Marco: c’è un tedesco, un francese e un italiano…
Luglio 17, 2008 a 11:08 am
..bigotto o no, se non un idiota almeno un ragazzino.
Luglio 17, 2008 a 1:29 pm
galoppa, ti ringrazio per il ragazzino. Non so quanti anni tu abbia e non mi interessa, ricordati però che l’età non è mai stata ne un pregio ne un difetto. Per nessuno. Quando poi dall’alto delle tue esperienza avrai deciso di abbassarti al livello di noi ragazzini, magari facci anche sapere se hai un nome e cognome, in modo da rendere meno inutile quello che scrivi qui.
Luglio 17, 2008 a 2:21 pm
Caro Marco Costa, ricordo che prima o dopo una delle proiezioni, uno dei finanziatori fece un bel discorso sulla genesi del film e raccontò di come il progetto gli fosse stato sottoposto da un carissimo amico che aveva uno stretto grado di parentela con te, o con lo sceneggiatore, o con il produttore. Poi può essere che inebriato dal “bel mondo” romano, io mi sia sognato tutto o che la mia memoria faccia più acqua del solito. In tal caso, mi scuso profondamente, ritirando queste due frasi:
“Non ricordo se era il buon Marco Costa, o il suo amico produttore ad essere il figlio di un presidente di associazione culturale di qualche tipo, che aveva finanziato la realizzazione e sostenuto la notevolissima campagna promozionale.”
e
“appoggi e contatti politici possono essere determinanti in alcuni frangenti”
Per il resto rimango della stessa idea, il corto è un patchwork dei miti di un normale trentenne, senza troppo capo ne coda, dalla comicità debole e sgangherata. Aggravato da una presentazione di stra-lusso che lo ricordava un balenottero rosa che partorisce il classico topolino. Morto.
Complimenti invece per l’ottima esposizione di foto di scena, costumi, bozzetti e storyboard. Davvero notevole.
Per quel che riguarda il discorso su cinema, politica etc… sottoscrivo le parole di remyna e non ho nulla da aggiungere.
P.S. Dato che l’invito all’anteprima mi è stato dato personalmente da una responsabile dell’ufficio stampa (o una figura simile), mi sono sentito automaticamente invitato. Evidentemente il tuo senso dell’ospitalità è inferiore solo alla tua professionalità se adesso salta fuori che gli inviti erano destinato solo a chi avrebbe apprezzato il tuo lavoro, o che perlomeno avrebbe finto di farlo. Ridicolo.
P.P.S. Rileggendo mi sono reso conto di aver fatto un errore davvero imperdonabile… il tuo secondo film non si intitola “Speriamo che… si” bensì “Ma l’amore… si”. Una commedia con Anna Maria Barbera. Che scelta davvero stravagante per un artista borderline ed hardcore, visionario e sperimentatore, trasversale e postmoderno come te! Chapeau!
Senza rancore, lasciami tornare a pettinare le mie bambole, e torna pure a scrivere le tue puntate di Carabinieri, che qui si parla di cinema.
Luglio 17, 2008 a 8:38 pm
..si parla di cinema? non tu..dire quello era bello, quello mediocre, scrittura, regia, interpretazione bellissime, bruttissime…grandissimo…questo lo può scrivere appunto anche un bambino e riesce molto facile agli idioti…non vorrei mai avere un fan come te.
Settembre 4, 2008 a 12:37 pm
allora sarai accontentato galoppa…. con piacere
Settembre 15, 2008 a 4:30 pm
Non entro nella polemica, scrivo solo per ringraziare Massimo dei complimenti ad “Homo Homini Lupus”, fanno sempre molto piacere.
L’unica cosa che mi viene da pensare è che viviamo in un paese faticoso per tutti, e spesso ci scanniamo invece di cercare nuovi spazi e darci una mano a vicenda.
La colpa è di chi, o cosa, ha reso il nostro campo d’azione talmente ristretto da essere soffocante: abbasso la televisione e viva i festival e tutti coloro che amano il Cinema.
Un saluto,
Matteo Rovere
Ottobre 28, 2008 a 11:41 am
faglieli ancora i complimenti a rovere dopo il casino che sta combinando con il suo film, mi raccomando, sempre suo fan devi restare!
Novembre 3, 2008 a 7:00 pm
Figata il film di Rovere l’ho visto all’anteprima catanese, stupendo! Le critiche fatte sono molto da italietta provinciale, bah
Novembre 4, 2008 a 10:25 am
Grazie Matteo di essere passato di qui e ne approfitto per fargti i complimenti per il suo primo lungometraggio. Ne sento parlare in giro e spero di vederlo al più presto.
Se poi avessi mai voglia di raccontarci com’è stato, il passaggio dal girare Homo Homini Lupus, a Un gioco da ragazze, credo saremmo tutti entusiasti.
M.
Novembre 4, 2008 a 7:26 pm
Si prima però deciditi se gli dai del tu o del lei!
Novembre 4, 2008 a 10:43 pm
dici: Hai ragione. Ero partito con la terza persona, poi ho pensato che su un blog è meglio la prima. Ma qualcosa nella correzione è andato storto…
karoten: gli farò ancora i complimenti se mai mi capiterò di conoscerlo o se deciderà di ripassare. Del casino che il film combina non mi sto interessando molto, aspetto di vederlo con ansia però.
Novembre 9, 2008 a 12:04 am
Ho visto il film di rovere ieri, ha delle pecche di sceneggiatura, ma è un’opera prima davvero insolita, nel complesso mi è piaciuto molto. Temo però non sarà accolto bene in Italia, è un film troppo diverso dal solito…vedremo, cmq regia molto bella
Novembre 13, 2008 a 9:23 am
CINEMA DI CHIARA FATTURA TELEVISIVA; NESSUNA NOVITA ALL ORRIZZONTE; FINIRA PRESTO NEL DIMENTICATOIO; AMEN