dialogo

sono dispiaciutissima che massimo sia all’estero in questi giorni, tornerà fra qualche giorno, è un vero peccato che la discussione debba aspettare qualche giorno per continuare ma d’altra parte solo lui può controbattere ai suoi post. sono curiosa di vedere come si evolverà perchè come dice schenone in un commento: “parlare di cinema è sempre importante… ” è vero!
grazie a tutti per gli interventi!

sono felice che che Richmond abbia accettato di collaborare al blog, chiunque ne abbia voglia o sente di avere i numeri per farlo si proponga liberamente.
sarebbe bello se questo blog potesse diventare una spazio aperto alla discussione, non solo durante il festival, un luogo dove i giovani filmakers della scena genovese possano confrontarsi, discutere scambiarsi opinioni e soprattutto sostegno. spero.

in questi anni grazie al premio di “obiettivo liguria” stiamo, tutti, crescendo tanto… è bello! facciamo tanti film e parliamone… è bello!

ho fatto qualche ripresa della serata di premiazione del festival ma sono venute così male che non ho il coraggio di postarle, certo… se proprio volete vederle… se ne può parlare.

marina

p.s.

oggi ho visto “l’aria salata” e ho pianto tutto il tempo, mi è piaciuto da morire. applausi.

5 Risposte a “dialogo”

  1. Ero anche io in sala per l’Aria salata…film magnifico; stilisticamente asciuttissimo ma ricco di sfumature. Aspettiamo il prossimo film di Angelini…

  2. miria, mi piacerebbe proprio lavorare con lui, le due battute che ci siamo scambiati mi hanno mostrato una persona splendida.

  3. Oh, ecco. Si possono scrivere due parole su “l’aria salata”? Vorrei far arrivare un seppur debole segnale di fumo a Quentin Tarantino, il quale diceva che il Cinema italiano è morto da anni. Un segnale che nel suo solcare i cieli sopra l’Oceano, senz’altro si sfalderà e sicuramente non giungerà a destinazione, ma intanto vorrei urlare al mondo quanto mi infastidiscano le parole di un regista che avrebbe talento da vendere (anzi, da esprimere. Preferisco questa parola), ma che continua ad acondiscendere il pubblico in maniera indisponente. Le platee si aspettano da Tarantino, sempre, una schizzata di tono. Oggi lui è celebre per il suo citazionismo spinto, per la sua straripante cinefilia. Uno stile che a me esalta pure, se vogiamo, ma cavolo, quanto mi da fastidio vedere che pè sempre e solo fatta pe rstrizzare l’occhio a chi siede in poltrona!
    Tarantino dice che il Cinema italiano è morto. Vero è che per chi ritiene opportuno giudicare solo i “Manuale d’amore”, i “Vacanze di Natale” e compagnia bella, le sue parole suonano come un Vangelo. Ma mi sarebbe piaciuto che colui che è stato capace di screditare il nostro Cinema, nel mentre firmava le carte per produrre un “Hostel”, per esempio, ieri sera fose stato presente in sala alla proiezione di quest’opera di Angelino. E poi i piacerebbe che si esprimesse anche su film come “Il divo” di Sorrentino o “Gomorra” di Garrone. E poi che mi dicesse qual è il Cinema che è morto.
    Il fatto è che ci vuole sempre una scintilla. L’arte edil Cinema nascono sempre da un retroterra di difficoltà, di tensione, di affanno.
    Il Neorealismo è sorto dalle ceneri di un’Italia in ginocchio.
    Il Cinema albanese di cui ci avete dato l’opportunità di asaporare qualche perla, scaturisce da una situazione storica e sociale del paese chesomiglia molto a quella dell’Italia devastata dalle guerre, negli anni Quarata e Cinquanta.
    Talvolta può trattarsi di crisi economica o sociale. Talaltra, invece, può dirsi che tale crisi sia di natura culturale. Credo che questo sia il quadro dell’Italia attuale: ricca e potente finché si vuole, ma culturalmente davvero ala frutta.
    Una situazione di crollo ideologico dove valori e concetti fondamentali sono venuti meno. Culturalmente siamo a pezzi. Siamo poveri. E viviamo, ciascuno, una nosta guerra personale contro l’inettitudine del contesto sociale in cui viviamo.
    Ed è da qui che può nascere un Cinema di denuncia, vivo ed attivo quanto lo era il Neorealismo.
    Gli Angelino e i Garrone di oggi rispondono ed alzano la testa, reagiscono e resistono all’ondata di annichilimento ideologico che passivamente sta subendo la società, specie qulla italiana. Un tempo erano le macerie, i residuati bellici, le città distrutte di “Paisà”, le strade deserte di “Ossessione”, la folla urlante di “Ladri di bicilette” a fotografare un’Italia in ginocchio e a dire no ad un regresso sotto ogni forma.
    Oggi sono i carcri a cielo aperto di “Gomorra”, le caricature istituzionali e la smitizzazione del potere di “Il divo”, lo sguardo oppresso e costretto di chi vive una condanna eterna senza avere la posibilità di riabilitarsi di “Aria salata” a resistere alla furia devastatrice delnulla culturale di quest’Italia.
    Il Cinema italiano sta rinascendo, altro che.
    E che Tarantino, mentre pubblicizza e svende al pubblico la pornoigrafia di una violenza fine a se stessa (qui sì, libero_confine- “giocata” come una bambola) di “Hostel”, si dia uno sguardo a que stifilm. E poi ci sappia dire chi è che è morto e risorto. E chi invece non dà più segni di vita.

    Allora…..posso scrivere una recensione su “Aria salata”?

  4. ti prego nostro co-autore! :-) scrivila! non vedo l’ora di leggerla…

  5. ho scritto un sms a massimo federico e lui ha risposto:

    “…sono contento che il blog sia diventato un luogo di confronto e, perchè no. anche di scontro. cercherò di connettermi per leggere tutto e dire la mia al più presto. continuate a discutere!…”

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